Pagina Iniziale

Scopo del sito

 

“ Uno spettro si aggira per l’ Europa – lo spettro del comunismo. Tutte le potenze della vecchia Europa si sono alleate in una santa battuta di caccia contro questo spettro: papa e zar, Metternich e Guizot, radicali francesi e poliziotti tedeschi. Quale partito di opposizione non è stato tacciato di comunismo dai suoi avversari governativi; qual partito di opposizione non ha rilanciato l’ infamante accusa di comunismo tanto sugli uomini più progrediti dell’ opposizione stessa, quanto sui propri avversari reazionari? Da questo fatto scaturiscono due specie di conclusioni. Il comunismo è di già riconosciuto come potenza da tutte le potenze europee. È ormai tempo che i comunisti espongano apertamente in faccia a tutto il mondo il loro modo di vedere, i loro fini, le loro tendenze, e che contrappongano alla favola dello spettro del comunismo un manifesto del partito stesso”. Con questa introduzione, tanto famosa quanto poco spiegata, del “manifesto del partito comunista”, inizia l’ avventura di quello che possiamo definire il sistema sociale che solo una eminenza grigia come Marx poteva pensare e regalare a tutta l’ umanità: il comunismo. Nella sua stesura completa e definitiva, quello che prende forma in relazione ai profondi contenuti sostanziali relativamente a questo lavoro letterario, presentato a Londra in una riunione internazionale, di fatto fa partire quella che possiamo considerare la posa della prima pietra di una costruzione dai contorni colossali. In questo manifesto, entrando nello specifico, cioè nel proseguo all’ iniziale introduzione citata prima, si descrivono e si definiscono i fini e le intenzioni dei comunisti. Infatti, ciò, che è uscito fuori dalla mente del genio di Treviri è forse, assieme al capitale, sempre scritto da Marx, il più importante manoscritto di tutti i tempi. Ma, andiamo al nocciolo della questione ed in riferimento al manifesto, poniamoci la domanda: perché mai, quest’ introduzione, cosi criptica e misteriosa, in cui egli equipara al comunismo uno spettro, scandisce l’ inizio dell’ opera di Marx? E, ancora più importante, questo accostamento è casuale o scelto con molta cura, perché nasconde una verità che non poteva essere rivelata direttamente? Prima di rispondere dettagliatamente a questo enigma, essendo questo un passaggio cruciale per comprendere il marxismo, voglio fare qualche riflessione. La prima è che è sorprendente come questo accostamento che doveva in teoria fare scorrere fiumi d’ inchiostro, nella pratica non è mai stato né preso in considerazione come oggetto di studio e né capito da questi intellettuali di sinistra arroganti e presuntuosi; infatti nelle loro spiegazioni e delucidazioni si evince che, essi, ne intravedono una solo trattazione formale e folkloristica, senza mai scalfire, minimamente, il suo fondamentale significato e messaggio marxista. La prova di questa loro incapacità culturale è palese, ai miei occhi, in quanto esplicitamente, oggi, dicono che il comunismo è fallito. Affermare ciò è la prova lampante che non lo hanno, in realtà, capito. Ma la loro, ancora più pericolosa colpa, è che, oggi, sfortunatamente, questa loro convinzione è cosi radicata da farli apparire, ed in certi casi sembrare, inconsciamente, dei fondamentalisti al servizio del capitalismo, e perciò si sono resi pessimi interlocutori. Infatti se, essi, non fossero cosi ciechi ed abbindolati dalla fandonia della socialdemocrazia, vedrebbero chiaramente come il comunismo è tuttora in corso con tutte le sue leggi che vengono applicate giornalmente. Purtroppo, questa loro incapacità a comprendere ciò, li fa vivere in un oscuro limbo, poiché è solo nello svelare questo enigma che si annida la soluzione che li avrebbe portati a chiarire la totale e forte confusione che sussiste, in essi, da sempre sul comunismo. Un’ altra importante riflessione che si deve prendere in considerazione è che, in realtà, Marx si vede costretto a cavalcare questa paura che incute il comunismo ai potenti del tempo, e con riluttanza, e quasi costretto dagli eventi storici e sociali, dà il via a questa avventura comunista. Ci sono prove di questo? Certo, basta interpretare razionalmente la sua frase “santa battuta di caccia” per individuare come Marx passa, immediatamente, all’ attacco in una sorta di difesa dall’ attacco frontale dei potenti scaturito a loro volta dalla paura del comunismo. E questo combacia perfettamente con un Marx combattente, e non con un Marx diplomatico, cosa molto lontana dalla sua indole. Di conseguenza, egli, non poteva più tergiversare e capisce che era il momento di uscire allo scoperto ed esporre tutto quello che aveva scoperto su questo sistema sociale che è parte integrante e sostanziale di quella che con lui, Freud e Darwin prende vita: LA SCIENZA SOCIALE. In un certo senso, con questo repentino scatto di orgoglio, Marx accetta di abbandonare la forma eterea prerogativa preponderante di uno spettro, che esprime il comunismo in quel momento storico, per sostituirlo e spacciarlo con “l’ acciaio” composto che identifica la dura sostanza, anche se, lui sa perfettamente che il primo lo definisce maggiormente. Ma questo passaggio obbligato dalla forma eterea a quella materiale non inficia che Marx non sia cosciente di questo passo nel buio dal momento che egli stesso non riusciva a dare completezza a quello che per esserlo aveva bisogno di un concetto legato indissolubilmente alla tecnologia che solo oggi, nell’ inoltrato 2000, può essere sviscerato: IL BASISMO. Marx si trova nella stessa condizione del grande Leonardo che capisce tutto sull’ aviazione, ma non può passare alla pratica, costruendo un aereo, perché al suo tempo non esisteva la tecnologia adeguata. E ciò, non poteva essere altrimenti, dal momento che siamo nel medioevo. Cosi anche Marx scopre tutto quello che c’ è da scoprire sul comunismo, fermandosi quando la sola tecnologia avrebbe potuto continuare a fargli fare passi avanti. Fatte queste profonde e basilari premesse possiamo passare alla risposta. Marx, espone tutto quello che aveva scoperto sul comunismo, ed ancora più importante, era ben conscio e convinto che, esso, non poteva essere identificato come un sistema sociale che poteva essere messo in essere politicamente, cioè praticamente non poteva essere applicato e tanto meno essere atto a permettere il governo di una nazione. Ecco perché introduce questa similitudine del comunismo con lo spettro, mettendolo come inizio del manifesto del partito, per proiettarlo ai posteri, dandoci un monito per non tentare di applicarlo, e un indizio specifico per continuare la sua opera fin quando non fosse stato completato. I suoi eredi hanno capito e proseguito questo? Neanche per sogno. Di conseguenza, come possiamo chiamarli marxisti se non hanno compreso il marxismo? Ecco perché, ripeto, essendo un passaggio fondamentale, Marx dà a questo parallelismo l’ importanza che merita all’ inizio della sua preziosa opera, perché in effetti lo spettro rispecchia quello che veramente era, a quel tempo, il comunismo: un sistema sociale in divenire incompleto ed inapplicabile. Questa versione virtuale, di incompletezza del comunismo, era ben chiara e limpida nella mente di Marx, ma comunque con fatica la relega nei meandri della sua “mente diplomatica”, e con riluttanza dopo essere stato stimolato dallo scalpore e timore che il comunismo aveva suscitato, indossa la “ mente combattiva” e decide di uscire allo scoperto, descrivendo questo sistema sociale in tutta la sua forma e sostanza che le conoscenze e il sapere di quel dato tempo storico gli hanno permesso di scoprire ed inventare. D’ altronde siamo nell’ ottocento, che in termini di paragone col novecento e soprattutto col duemila, è stato una normale secolo in termini tecnici, e in fatto di tecnologia. Quindi, Marx prendendo il toro per le corna, e questo non ci sorprende conoscendo la sua indole di lottatore, esce allo scoperto definendo e delineando le basi fondamentali di quello che sarà il sistema che darà nel futuro al popolo quello che è lo scopo ultimo dell’ umanità, e cioè permettere ad esso di comandare in “prima persona”, in una sorta di collettivizzazione omogenea. Difatti, cosa è il comunismo se non il sostanziale “potere al popolo”. Ed il discriminante per una sua efficace e ottimale messa in esecuzione non può non soddisfare questa dicitura dogmatica. Ora qualcuno pensa che si, certo, nella odierna democrazia il popolo comanda. Niente di più sbagliato, il popolo non comanda, ma si limita a scegliere chi lo comanderà; infatti questo è l’ assurdo che il capitalismo è riuscito a inculcare nelle menti di quasi tutti, che il popolo comanda, invece la realtà è un’ altra, e cioè il popolo ha solo la scelta di chi deve comandare. Poi non parliamo dei referendum che sono una pagliacciata galattica, dal momento che vengono sempre calpestati dai politici collusi col sistema. Comunque, al di là della trattazione della democrazia di cui ci occuperemo a parte, ritorniamo sul nostro solco, e cioè il motivo per cui Marx definisce il comunismo uno spettro. Egli, pur avendo coscienza della sua inefficacia come sistema atto a governare, ci avvisa di questo, anche se velatamente, e poi decide forzatamente di esporre le teorie e leggi fin lì scoperte. E quali prove posso portare a suggellare questo importante fatto reale? Molteplici, ne scelgo alcune. Marx in tutta la sua vita è rimasto sempre fermo e deciso nel considerare un passaggio obbligato il capitalismo dalla monarchia, opponendosi sempre a salti di sistema. Vi siete mai chiesti perché ciò? Semplice, perché Marx intravede il duplice vantaggio per la causa del comunismo che si porta inevitabilmente dietro il capitalismo, sia nella sua capacità dell’ azione evolutiva e tecnologica, e sia in quella più profonda tendenza rivoluzionaria. E queste esigenze capitalistiche contribuiranno alla costruzione di quello che lui definisce il collettivo omogeneo che sarà il suo nemico più accanito il: PROLETARIATO. Marx considera, per questi importanti motivi che il decorso naturale del processo evolutivo del popolo non può prescindere dal superamento della monarchia e l’ introduzione del capitalismo, opponendosi sempre e con tutte le sue forze a qualsiasi salto evolutivo ( come avvenuto in Russia, Cina, ecc .….). Dopo la monarchia, deve succedere il capitalismo, e dopo finalmente il comunismo, questa è la unica e sola filiera evolutiva che possa essere auspicata e favorita. Questa riflessione storica, mi dà la scusa per introdurre altre prove di quanto io vado dicendo e affermando. Infatti, quando Marx introduce nel marxismo la famosa legge “dittatura del proletariato” non intendeva dittatura del proletario come la maggior parte degli intellettuali l’ avrebbe tradotta. Per Marx proletario e proletariato sono concetti molto diversi; infatti il primo, come logica vuole, si riferisce ad un solo proletario, mentre il secondo concetto si riferisce a tutti i proletari. Chiaro!!! Eppure questa evidenza nel marxismo non viene mai puntualizzata, anzi viene esaltato il singolo quando nella realtà egli si focalizza nella pluralità. E questa sua convinzione risulta giusta ed evidente con l’ introduzione di un'altra legge fondamentale del marxismo “proletari di tutto il mondo unitevi”. Quindi, per Marx è l’unione che fa’ la forza ed è nell’ unione che si devono decifrare i suoi pensieri. Ed ancora, se i proletari sono, 1, 10, 100, milioni è a questo collettivo che sono rivolte queste due leggi, e non ad un singolo, che in quel caso identifica la forma di una monarchia ( estranea al marxismo), o un gruppo ristretto di persone che in quel caso determina il capitalismo, (estraneo anch’ esso). Infatti queste due leggi sono rivolte alla azione collettiva, e non seguono criteri e prassi verticistiche. E se non seguono questi criteri, quali criteri seguono? Semplice i criteri basisti. E quali sono? Quali indicazioni, regole, teorie e direttive a queste leggi ci ha fornito Marx? Niente, assolutamente niente!!! Allora queste leggi del marxismo sono solo delle enunciazione senza contenuti? Certo! E perché? Perché per dare contenuti a leggi che presuppongono una collettivizzazione omogenea, bisogna abbandonare il verticismo per introdurre il basismo. E questo basismo è intuitivo e semplice come il verticismo da applicare? Assolutamente no!!! abbisogna di una struttura e piattaforma organizzativa tecnologica. Ecco perché Marx non riesce a completare il comunismo. Infatti esso è completabile solo ora da noi che abbiamo a disposizione questa struttura: internet. Per molto e molto tempo si è travisato il pensiero di Marx intendendo nella lotta basista una sorta di raduno della piazza e di conseguenza uno stravolgimento violento e militare della forma del capitalismo. Niente di più sbagliato è stato decifrare il pensiero di Marx in questi termini. Egli non definisce queste due leggi perché era il dominio politico che inseguiva, e non avendo tra le mani nessun apparato per l’ applicazione tecnica multi individuale atta a soddisfare l’ esigenza basista, li ha lasciati vuoti e disponibili per essere riempiti da chi avrebbe ereditato questo gradevole ed onorevole compito. Esse e solo esse nell’ intera opera marxista restano vuote, senza come diremmo oggi “ decreti attuativi”, e senza queste indicazioni che sviscerano la sostanza, rendono una legge non esecutiva ed inapplicabile. Ora non ci resta che descrivere sempre in termini collettivi l’ identikit del proletariato. Esso e solo esso può sconfiggere il capitalismo. Il proletariato è in lotta contro il capitalismo solo ed esclusivamente in termini politici, perché è nella politica il vero potere. Riempire le piazze di gente da vantaggi solo ai leader di quel movimento che poi li barattano con dei privilegi, come la storia evidentemente ci dice. Il proletariato non è come lo intende il capitalista, una entità rivoluzionaria guerrafondaia e fondamentalista, ma è al contrario una moltitudine di individui concentrati e focalizzati, che non soddisfatti della struttura capitalista basata sul capitale, in passato, o sul dio denaro, oggi, si ribella a ciò e, pacificamente con una lotta prettamente POLITICA E ISTITUZINALE cerca di cambiare le cose mettendo in primo piano e al centro della vita la sua dignità umana. E quindi abbattere il capitalismo significa togliere potere ai soldi per darlo agli uomini tutti. Di conseguenza, chi è il proletariato? Semplice, è un insieme di individui che lotta contro questa deformazione valoriale rendendosi conto che non possono esistere convivenze o compromessi col capitalismo!!! E quindi è la lotta e la saggezza la discrimine che identifica il proletario nella sua visione singola, che è inesorabilmente proiettato alla sua pluralità. Infatti, ogni singolo componente proletario, in completa simbiosi ed unito in un'unica forza, ha compreso come il capitalismo, con inganni corruzioni e minacce è il male da estirpare, e questo passaggio passa esclusivamente dalla conquista della maggioranza parlamentare, e non dalle riunioni di piazza che portano allo scontro con agenti che sono parte integrante e sostanziale della classe popolare. E, capito ciò, non si fa’ abbindolare, ipnotizzare dalle sirene pseudo entusiasmanti della socialdemocrazia. Sicuramente, comunque, quello che definisce il proletariato, non è la dipendenza dalla povertà, come vorrebbero farci credere. E d'altronde, questa distinzione è evidente nella mente di Marx, altrimenti perché avrebbe dovuto introdurre questo concetto? Forse operaio, lavoratore, salariato, ecc …, non erano concetti che descrivevano sufficientemente i poveri se questo era il suo obiettivo? No, evidentemente non lo era, egli arruolava nel suo “personale esercito pacifista” solo coloro che avevano determinate caratteristiche e sinceramente erano in lotta contro il capitalismo e non gli inetti e neutrali che considerava spregevolmente sotto proletari. E poi, in ultimo, quasi a coronamento di quanto detto, abbiamo una prova lampante quanto la luce del sole: forse Engels non era ricco, figlio di capitalisti? Certo che si! Eppure per Marx Engels era, non solo, uno splendido amico fraterno, ma un vero proletario!!! Di conseguenza il proletario può essere chiunque, prete, ingegnere, dottore, operaio, imprenditore, notaio, avvocato, stipendiato ecc … chiunque appunto, a patto che non pensi che si possa dialogare, discutere, convivere con un mostro (il capitalismo) che piano, piano sta cominciando a far vedere la sua vera natura sadica di predatore spietato e crudele. Quindi, oggi a noi non ci resta che completare l’ opera iniziata da Marx. Per far ciò, dobbiamo, inizialmente ed obbligatoriamente farci due fondamentali domande. La prima è: marxismo e comunismo coincidono? La risposta è no! La seconda è: si può essere comunisti senza essere marxisti? Ancora una volta la risposta giusta è no! Su queste importanti riflessioni si racchiude tutta la confusione e caos che oggi regna nel mondo di sinistra: fatta di partiti e movimenti, che senza idee o scopi vanno alla ricerca del soddisfacimento personale ed egoistico dei loro leader, che sfruttano volgarmente il lavoro e il sacrificio dei molti militanti di sinistra. Fortunatamente la natura scientifica del marxismo, viene liberata da questo giogo perverso e dal pesante ed inutile fardello, che il capitalismo gli ha affibbiato, di ideologia. Infatti, esso è un prodotto specificatamente scientifico, dal momento che Marx era uno scienziato. Per cui, il comunismo ha come sottoinsieme il marxismo e per esistere ed essere completato non può prescindere da esso. Infatti, il marxismo non è una ideologia, ma il concentrato del lavoro scientifico di Marx, e corrisponde alla base strutturale su cui, il comunismo poggia, e non può essere altrimenti, poiché senza marxismo non si potrebbe mai costruire il comunismo. Marxismo e comunismo non combaciano perché Marx non è riuscito nella sua preziosa vita a completare il comunismo; di conseguenza alla sua morte nasce il marxismo differente dal comunismo. Praticamente, il marxismo, racchiude tutte le leggi, direttive e teorie scoperte da Marx in tutta la sua vita. Si parla di marxismo solo perché egli, non è riuscito a completare il comunismo, altrimenti non si potrebbe neanche nominare il marxismo, poiché non esisterebbe; al limite, se ci fosse stato questo completamento, e si volesse onorare Marx, marxismo e comunismo sarebbero entità scientifiche simili ed uguali, ma ad oggi non lo sono e non lo saranno mai. In definitiva il marxismo è un concentrato di ricerca scientifica, mentre il comunismo è un sistema sociale: il primo ha campo di applicabilità formale e vive rinchiuso nell’ ambito scientifico, mentre il secondo ha un campo di applicazione sostanziale e, immesso nella società attraverso la politica, può scandire la vita quotidiana di un intero popolo. Ora se Marx, in vivenza, non è riuscito a completare il comunismo, in nome suo e per suo conto, cosa hanno applicato questi fantomatici cultori del comunismo? Semplice, aria fritta!!! E applicando ciò cosa potevano costruire se non il vuoto o il nulla? La realtà è semplice: il comunismo non è stato mai applicato e non può essere messo in esecuzione, in nessuna parte del mondo perché non esiste una piattaforma organizzata in termini omogenei che possa scandire la vita quotidiana di un intero popolo; infatti, esso, è un sistema sociale in divenire, e per poter esprimere le sue fondamentali potenzialità, devono essere inserite tutte le parti mancanti. Ecco perché non si può parlare di fallimento del comunismo, ma si può parlare di fallimento del leninismo, stalinismo, maoismo, ecc …, tutte ideologie che hanno come riferimento il culto della persona che viene fornito dal verticismo, insito nei sistemi naturali, in cui esso si esplicita. Ripeto il comunismo è potere al popolo, dove non è il popolo che assume le funzioni e i poteri del presidente della repubblica, in questa nazione non esiste e non può esistere il comunismo. Per fare brevi esempi: in Russia comandava Stalin o il popolo? Risposta Stalin, di conseguenza il comunismo non è esistito in Russia. In Cina chi comandava Mao o il popolo? Risposta Mao, di conseguenza neanche in Cina è esistito il comunismo. Ecc … La morale della favola è semplice quanto importante: dove sussiste un accentramento di potere, in una o poche persone, il comunismo non può esserci. Infatti esiste una sostanziale dicotomia tra sistema naturale e sociale, in cui il primo descrive le forme di monarchia e capitalismo, perché si fondano, come accennato prima, sulla più intuitiva organizzazione strutturale: il verticismo; mentre la forma di sistema sociale si fonda sul basismo. Il verticismo è l’ esatto contrario del basismo, perché mentre nel primo si può strutturare la società con uno o un gruppo ristretto di persone al comando, per il secondo è la base che è al potere; ed è proprio per soddisfare questa esigenza che è indispensabile la tecnologia adeguata per poter sprigionare la possibilità di svolgere questa funzione. E questa tecnologia, è stata inventata nel 1969 ed è stata portata a maturazione fino ai nostri giorni. Quindi lo scopo di questo sito è informare tutte le persone che il comunismo è stato portato al completamento, e di conseguenza, sistema sociale e comunismo, oggi, descrivono un identico concetto, e grazie alle proverbiali capacità di organizzazione collettive di internet, oggi il popolo può sostituire il presidente della repubblica. Questa conquista avverrà grazie ad una lotta politica di cui i proletari si apprestano ad iniziare, per abbattere il capitalismo non con uno scontro frontale con esso, ma con la conquista del DOMINIO POLITICO, come previsto dal manifesto scritto da Marx. Pensare che il capitalismo debba essere abbattuto per vie militari è stata ed è una forma assurda di errata decifrazione del marxismo; infatti Marx definisce rivoluzionario il capitalismo intendendo cioè per questo concetto un significato dicotomico con il concetto di guerra civile. Infatti, se egli non intendesse altro, cosa significa che il capitalismo è rivoluzionario, che debba scendere in piazza e fare la guerra civile contro sé stesso? Se pensate che la lotta sia un ingrediente prezioso e che la socialdemocrazia sia in realtà una sorta di “oppio dei popoli” di natura laica e che non è la soluzione dei problemi del popolo, allora unitevi a me per costruire la vera e unica arma che può battere e superare in termini evolutivi questo morente capitalismo: il BASISMOPROLETARIO .